Archive for 29 dicembre 2013

FreeCombat 2.0

Salve a tutti i naviganti!

È con grande piacere che annunciamo l’aggiornamento del presente sito: adesso gli articoli sono suddivisi per categorie (quindi possono essere ricercati più facilmente) ed ogni sezione del sito riporta un pulsante “mi piace” per i principali social networks (Facebook, Google+, LinkedIn, ecc.).

Ci auguriamo che questa nuova organizzazione dei contenuti vi piaccia e renda più comoda e intuitiva la navigazione.

Un augurio di buone feste da tutta la FreeCombat, a presto!

Sicurezza… Professionisti o improvvisati?

In qualità di presidente e direttore tecnico della scrivente associazione, dopo avere riunito il mio staff, abbiamo deciso di dover dare alcune delucidazioni e consigli riguardo al tema della sicurezza oggi in primo piano su tutti i mezzi di informazione.

Abbiamo notato la vasta pubblicità relativa a un corso di difesa personale gratuito, proposto ai cittadini da parte di altre associazioni, e la cosa merita interesse da approfondire sotto alcuni aspetti. Non è certamente per la concorrenza, peraltro sleale e scorretta nei confronti di altre associazioni che svolgono simili attività, in quanto non ci riteniamo concorrenti di costoro, ma non possiamo dispensarci dal dare ai lettori e agli utenti alcuni consigli preziosi.

La nostra è un’associazione giovane nel settore della sicurezza, ci siamo proposti nel 2002 come scuola per operatori della sicurezza pubblica e privata nel territorio Mugellano, della Valdisieve e nell’area fiorentina – e la serietà e professionalità dimostrata nei nostri corsi in questi anni ci è stata riconosciuta da vari enti, dai comandi di polizia locale e dalle persone che partecipano ai nostri corsi. La nostra associazione opera, nell’ambito della security, in settori di mercato molto importanti, il che ci consente di conseguire ricavi sufficienti ad investire risorse nel settore del Training per raggiungere il nostro obiettivo etico e morale, costituito, come accennato, dalla diffusione fra persone per bene della cultura della sicurezza.

Lo scopo di questo articolo è di condividere una riflessione attenta riguardo alle scelte affrettate dell’ignaro cittadino e dimostrare scientificamente quanto sia inutile perdere tempo e denaro. E soprattutto quanto possa essere pericoloso adottare sistemi e tecniche generalmente offerti sul mercato, che danno o possono dare, nella loro applicazione concreta, soltanto gravi esiti negativi, se adottati da persone “normali” e cioè da persone che non siano dotate di caratteristiche fuori dal comune. Il problema vero è che le persone che si rivolgono alla maggior parte dei corsi proposti sul mercato vengono illuse di potersi difendere anche qualora non siano dotate di particolari condizioni psico-fisiche, e ciò è scientificamente e totalmente falso. Senza dimenticare che generalmente chi è stato in carcere e chi vive in strada ricorrendo ad espedienti più o meno criminosi per sopravvivere, non solo ha un’abitudine ed una preparazione al confronto fisico quasi “naturale” ma anche è dotato di una motivazione psicologica assai più elevata rispetto a tutti i comuni cittadini: infatti a differenza di una persona “normale” non ha nulla da perdere!!!

A nostro avviso, l’uso del marketing, della comunicazione e delle tecniche difensive, in un campo cosi sensibile e delicato come la sicurezza deve necessariamente essere discreto, riservato e personalizzato perché solo così i prodotti ed i servizi conservano la propria efficacia.

Non possiamo offrire maggiori informazioni, non solo per quanto diremo oltre, ma anche a causa del fatto che molti operatori presenti sul mercato, essendosi improvvisati esperti nel campo della sicurezza, abitualmente carpiscono le informazioni disponibili dalle diverse metodologie di  lavoro, al fine di copiare ed improvvisare sistemi che poi vendono agli sprovveduti, a persone cioè che non effettuano una seria selezione di coloro i quali si propongono sul mercato. Ci riteniamo un’associazione seria e certificata; le consulenze e i prodotti che offriamo si basano su strategie, tattiche e tecniche personalizzate e testate in campo operativo, accessibili a molti, ma che si differenziano nettamente dall’offerta selvaggia che il mercato oggi propone.

Non a caso, aziende di livello internazionale – citiamo per esempio  “Beretta” – si sono offerte come sponsor prestando il loro marchio e nome da abbinare ai nostri corsi professionali; non a caso la Cinehollywood azienda cinematografica ha deciso di creare e divulgare circa 300.000 DVD relativi a corsi di difesa personale differenziati, corsi che noi proponiamo con la nostra scuola, appartenente al circuito S.I.K.M – Scuola Italiana Krav Maga e  ASO – Accademia Sicurezza Operativa, pertanto invitiamo i lettori di visionare chi siamo e cosa facciamo realmente tramite i siti Internet.

La sicurezza è diventata, in ambito sociale, un bisogno primario e di conseguenza si è sviluppato un grande mercato, con forti interessi economici, nel quale troppi personaggi opportunisti, speculatori improvvisati ed impreparati, approfittano delle paure sociali e propongono servizi e prodotti come i comuni prodotti da banco. La crescita indiscriminata del numero di tali speculatori è da imputarsi prevalentemente al fatto che non esiste in Italia, nell’ambito della difesa personale e delle Arti Marziali, un organo – statale o decentrato – che svolga un compito di vigilanza sul “privato”: quindi ad ognuno è consentito, nel vuoto legislativo e nella carenza assoluta di controllo, di improvvisarsi “esperto di sicurezza e di difesa”, provocando spesso danni gravissimi. Noi forniamo, oltre alle soluzioni di difesa personale e combattimento operativo, la possibilità per l’utente di non subire danni proprio da questi personaggi che sono, statisticamente, la vostra prima minaccia e vera fonte di rischi, prima ancora della criminalità.

Una sola considerazione finale: ricordatevi che qualora subiste un attacco e/o un’ aggressione, non potreste rimediare ai danni fisici subiti dando la colpa a chi vi ha consigliato o insegnato un sistema sbagliato! Purtroppo capirete, sulla vostra pelle, che siete voi e soltanto voi che non avete saputo valutare attentamente le persone ed i sistemi che vi sono stati proposti.

Che fare allora? Come valutare? Risposta: basta porsi qualche domanda: le situazioni e le condizioni sono infinite, nel dividere i professionisti dagli improvvisati e in questo vogliamo aiutarvi un po’ con dei consigli. Nel momento in cui vi rivolgete a colui o a coloro che vi dovrebbero insegnare a difendervi da un attacco criminale, c’è il rischio che vi troviate di fronte agli “improvvisati”: questi insegnano la difesa personale per hobby senza cognizione di causa e quindi senza conoscenze basate su esperienze realmente vissute.

Gli improvvisati, normalmente, esercitano una professione completamente diversa da quella della sicurezza operativa, spesso sono impiegati annoiati da un lavoro sedentario e insegnano la difesa personale dopo l’orario di lavoro, il più delle volte per esaltare l’ego e il confronto fra le persone. Andreste mai da un medico che esercita la professione per hobby?

Non essendo, quindi un’attività svolta a tempo pieno gli improvvisati non possono investire le risorse ed il tempo che un professionista investe per addestrarsi e aggiornarsi, prendendosi quindi la responsabilità della vita e dell’incolumità delle persone. Invece gli improvvisati sono dei pericolosi irresponsabili e voi state mettendo la vostra vita e quella dei vostri cari in serio pericolo, perché adottare sistemi, strategie e tecniche non adatte alla realtà può significare la non tutela e salvaguardia della propria e altrui incolumità. La criminalità ed i malviventi si evolvono giorno dopo giorno con sistemi, strategie e tecniche all’avanguardia e i professionisti della sicurezza operativa accrescono la propria esperienza studiando ed elaborando soluzioni di sistemi, tattiche e tecniche di contrasto risolutive contro la criminalità comune e organizzata. Pertanto, riteniamo un nostro preciso dovere etico-morale mettervi in grado di riconoscere chi è un serio professionista e chi invece è un’improvvisato, tale analisi è operabile solo se si dispone di tutti quei fattori base necessari a distinguere gli improvvisati dai professionisti:

  1. Sono ex- agenti delle forze dell’ordine o delle forze armate?
    I professionisti  sì  - gli improvvisati no.
  2. Hanno un curriculum vitae specifico?
    I professionisti sì –  gli improvvisati no.
  3. Sono in possesso di documenti, brevetti specifici rilasciati da organi militari o di Polizia?
    I professionisti sì – gli improvvisati no.
  4. Hanno una ragione sociale, una partita iva, è la loro professione a tempo pieno?
    I professionisti sì – gli improvvisati no.

La carriera di questi improvvisati spesso è legittimata solo da un lungo elenco di cinture nere e svariati dan, oppure dalla conoscenza di svariate discipline marziali acquisite in svariate circostanze e modi – a volte con sangue e sudore, altre solo pagando – ma solo i diplomi e le cinture nere non possono formare e garantire una seria professionalità. Esistono praticanti di arti marziali seri e competenti nel loro specifico ambito: la loro competenza e la loro esperienza, seppur vera e significativa, è circoscritta e limitata ad un unico ambiente, quello delle palestre. Bisogna ricordarsi sempre che, durante un combattimento sportivo c’è un arbitro, un medico e un’ambulanza – tutte cose che nella realtà della strada non esistono. In palestra al massimo si possono maturare esperienze di confronto ai fini del combattimento sportivo. Nello sport ci sono limiti e regole, quindi rispetto della persona e dell’avversario – nella realtà, che è tristemente violenta, i limiti e le regole sportive non esistono.

Consigliamo quindi a questi signori di continuare a fare il proprio operato all’interno delle palestre, trasmettendo il loro sapere mirato in una formazione sportiva ed educativa, senza vendere vento, anche se distribuito gratuitamente. Pertanto, l’analisi di una scelta mirata alle metodologie della difesa personale, merita considerazioni più ampie e corrette da trasmettere solo direttamente (come ragionare sul luogo, il momento ed il contesto sociale nel quale ci troviamo) e successivamente bisognerà elaborare strategie che ci permettano di raggiungere il nostro obiettivo in maniera efficace e sicura.

Difesa personale significa comprendere come determinate situazioni siano affrontabili solo con una preparazione scientificamente mirata. Non esistono strategie o tecniche di difesa personale che ci possono rendere invulnerabili; tuttavia esistono tecniche e tattiche che possono aumentare significativamente le nostre possibilità di sopravvivenza o incolumità fisica grave. Non si esce da una situazione violenta senza ferite, diffidate seriamente di coloro che affermano il contrario! Un’organizzazione seria all’interno del proprio organico può accogliere una componente semi-professionistica, essere dei semi-professionisti significa addestrarsi sempre e solo con professionisti che trasmettono attraverso l’addestramento, quelle sensazioni e quelle conoscenze che loro sperimentano durante tutte le 24 ore. Il semi-professionista proprio perché addestrato da professionisti, ha ben chiaro quali sono i propri limiti, le proprie capacità e le proprie competenze, sperimentando su se stesso lo stress ed il dolore che il professionista gli trasmette, provandolo e avendolo già provato a sua volta nel continuo esercizio della propria professione. Un “improvvisato” non ha la competenza, l’esperienza e le capacità per formare altre persone che a loro volta non hanno esperienza.

L’improvvisato, per vendere le proprie “conoscenze”, sfrutta la mancanza d’esperienza specifica nel campo della sicurezza, caratterizzante la maggioranza della popolazione. La somma delle inesperienze non crea certo una seria professionalità e mette la vita in serio  pericolo.

Quello che noi facciamo, privatamente, non intende sostituire lo stato e quindi gli addetti istituzionali alla sicurezza. Non facciamo considerazioni che richiedono lunghe definizioni sull’efficienza o meno della sicurezza istituzionale, ci limitiamo a dire che la sicurezza istituzionale non ha il dono dell’ubiquità, nessun cittadino può avere un poliziotto al proprio fianco costantemente. Questo implica che esistono circostanze di rischio dove si ha il tempo ed è doveroso chiedere l’intervento degli addetti istituzionali; tuttavia, razionalmente, esistono svariate circostanze dove è impossibile chiamare, contattare le forze dell’ordine, e in queste situazioni il dover aspettare comprometterebbe la propria incolumità e a volte la sopravvivenza della persona a rischio. Esiste, in queste circostanze, disciplinata dal codice penale e dalla propria etica e morale, la sacrosanta possibilità della difesa personale o meglio della salvaguardia della propria e/o altrui incolumità.

Sicuramente queste nostre considerazioni bruceranno per qualcuno… per altri saranno  riflessioni attente e forniranno loro elementi per distinguere i professionisti con cognizione di causa, dagli “ improvvisati”, ma ritenevamo utile diffondere il nostro pensiero e la nostra filosofia.

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